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Medici Senza Frontiere, lettera aperta a Silvio Berlusconi

Politica 20/5/2011


Medici Senza Frontiere invia una lettera aperta a tutti i capi di stato dell’Unione Europea, compreso il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla guerra in Libia. Nella lettera l’organizzazione umanitaria critica duramente l’ipocrita e contraddittoria politica europea, che da un lato volta le spalle ai migranti che fuggono dalla Libia e dall’altro compie una vera e propria guerra per difendere i civili.
Ed è proprio in nome della difesa dei civili che Konstantinos Moschochoritis, Direttore Generale di Medici Senza Frontiere, scrive al nostro Presidente del Consiglio:”Lei ha impegnato l’Italia, al fianco di diversi Stati membri dell’Unione Europea, in una guerra contro il regime di Muammar Gheddafi. Questo conflitto ha provocato lo spostamento di più di 750.000 civili, in fuga dalle violenze.”

“Mentre l’Egitto e la Tunisia hanno già accolto oltre 630.000 persone in condizioni difficili, gli stati europei sono attualmente impegnati in una competizione tra egoismi che punta, in pratica a restringere l’accesso al territorio europeo a queste vittime di guerra, in nome della lotta all’immigrazione irregolare; questo cinismo politico è vergognoso.” Parole dure, attraverso le quali Medici Senza Frontiere che si trova in prima linea sia in Libia che in Egitto e in Tunisia, sprona l’Unione Europea a fare di più per questo esodo. Non si capisce perché Egitto e Tunisia, in gravi difficoltà, accolgano in continuazione i civili che fuggono e l’Europa invece chiude la porta.

Nella lettera, Moschochoritis, chiede al “Governo italiano, e a tutti gli stati membri dell’Unione, il rispetto immediato dei diritti di tutti i civili in fuga dal conflitto in Libia, garantendo loro il non respingimento dalle acque internazionali e dal suolo europeo verso una zona di guerra; assicurando condizioni di accoglienza decenti in Europa e l’accesso alle procedure d’asilo per le persone che lo richiedono.”

“Ad oggi, continua Moschochoritis, questi diritti non vengono rispettati e migliaia di persone, vittime della guerra, pagano il prezzo dell’incoerenza della politica degli Stati europei.” Moschochoritis, aggiunge, “diverse centinaia di uomini, donne e bambini che hanno cercato salvezza in Europa, sono già morte in mare a causa del naufragio della propria imbarcazione. Inoltre, “migliaia di persone sono sbarcate in queste settimane sulle coste italiane e le condizioni di accoglienza, come più volte testimoniato e denunciato dalle nostre equipe a Lampedusa, sono risultate inadatte a rispondere ai loro bisogni.”

La lettera aperta continua, richiamando i leader dell’Unione Europea a concretizzare la loro attenzione verso la protezione dei civili in Libia, con un monito: “la sorte delle vittime della guerra e il rispetto dei loro diritti, ricadono responsabilmente su Voi.”

L'Italia bombarda la Libia....

diario 25/4/2011

C' era da aspettarselo: l'Italia parteciperà attivamente ai bombardamenti della Nato in Libia. 
Barak Obama è riuscito a convincere Berlusconi ad una partecipazione più attiva nel conflitto libico dopo che nella riunione del Consiglio atlantico del 14 aprile scorso, la Francia e la Gran Bretagna hanno auspicato un intervento italiano più forte sul fronte libico.Le pressioni americane su Berlusconi hanno sortito il loro effetto. Le dichiarazioni delle parti in causa, dal governo italiano, al responsabile Nato, hanno qualcosa di grottesco e nello stesso tempo dimostrano la totale mancanza di sensibilità umana e politica non solo verso la popolazione libica, ma anche verso noi italiani che come spugne assorbiamo tutto.
Il responsabile della Nato Rasmussen dice. "Diamo il benvenuto all'annuncio che l'Italia ha deciso di fare un passo in più". 
Personalmente penso che dare il benvenuto ad una guerra non sia proprio un benvenuto per nessuno. Forse la Nato prima di tutti avrebbe dovuto mediare con il governo libico cercando una soluzione senza bombe e indolore per il popolo libico anzichè benedire le guerre.
Il ministro della Difesa La Russa: "Non si tratterà di bombardamenti indiscriminati ma di missioni con missili di precisione su obiettivi specifici" aggiungendo anche di "evitare ogni rischio di colpire la popolazione civile". Allora mi chiedo; se è da circa un mese che i bombardamenti Nato hanno distrutto prevalentemente obiettivi militari, come mai  adesso si parla di missioni su obiettivi specifici? Così come il Ministro degli Esteri Frattini: è la naturale prosecuzione di una missione che non cambia".
Se si rileggono le dichiarazioni del governo italiano delle ultime settimane, ci si accorge come non ci sia una volta che abbiano mantenuto una linea univoca.
Sinceramente è triste pensare che oggi, Festa della Liberazione, si debba sentire ancora parlare di guerra.

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permalink | inviato da avion il 25/4/2011 alle 22:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa