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Angelina Jolie a Lampedusa

Societa' 19/6/2011

Lampedusa capitale mondiale dell'accoglienza, in occasione delle celebrazioni della giornata mondiale dei rifugiati: sull'isola sono giunti l'Alto commissario Onu per i rifugiati, ma soprattutto, accolta dall'entusiasmo di locali e turisti, la sua ambasciatrice, l'attrice americana Angelina Jolie, che lodato l'Italia per la sua politica di confini aperti e i lampedusani per l'accoglienza straordinaria che hanno saputo offrire a migliaia di persone.

Solo dalla Libia sono giunte in Italia 18.000 persone, quasi tutte sull'isola siciliana, dove oggi ci sono solo 190 migranti, 60 dei quali tunisini. Jolie, giunta nel pomeriggio, si e' recata immediatamente al centro che ospita i migranti, insieme a Antonio Guterres e a Claudio Baglioni, artista che ha una casa sull'isola e da anni è impegnato sul tema dell'accoglienza a Lampedusa con la sua fondazione O'scia'. La star americana ha voluto lasciare le sue impronte, come fanno i migranti quando vengono identificati.

"E' un onore essere qui in questa bellissima isola. E' la prima volta che vengo e spero di tornare. - ha detto poi Jolie, parlando a una cerimonia alla Porta d'Europa, monumento che ricorda i migranti morti in mare - Voi non immaginate quel che avete rappresentato quest'anno per tutte quelle persone che cercano aiuto disperatamente. E' difficile pensare quante persone hanno rischiato e perso la vita loro e dei loro bambini guardando questo bellissimo mare. Vedo qui famiglie e penso come la vita di queste persone deve essere stata orribile per decidere di andare in mare su quelle carrette, con il rischio di morire di fame e di sete o di annegare. E pensate cosa vuol dire per quelle persone trovare voi che li avete accolti. E' un onore essere qui".

Incalzata dai giornalisti sul tema immigrazione in Europa l'ambasciatrice Onu, vestita di un sobrio nero, ha replicato:"Io sono americana, una terra che ha tratto benefici dall'immigrazione, quindi non posso dire all'Europa cosa fare. Ma posso dire che sono grata agli italiani e ai lampedusani per aver tenuto i confini aperti". "Nel mondo serve più tolleranza", ha concluso, prima di riprendere l'aereo per Malta, dove il partner Brad Pitt e' sul set.

"Domani e' la giornata mondiale dei rifugiati, che celebrerò insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Roma - aveva detto Guterres prima di incontrare autorità ed operatori umanitari - Ma oggi sono qui per ringraziare in particolare la Guardia di Finanza e la Guardia costiera per il loro lavoro di assistenza in mare: hanno saputo essere molto sensibili alla definizione di nave in difficoltà E dire grazie ai lampedusani, per la loro accoglienza in una situazione complessa".

Guterres ha sottolineato che il messaggio dell'Unhcr in tempi di migrazioni particolarmente intense e"'mantenete i confini aperti". L'Alto commissario ha ricordato che "i paesi non hanno l'obbligo di accogliere permanentemente i migranti economici, che hanno comunque diritto a un trattamento umano, ma hanno l'obbligo di assistere i rifugiati, offrendo le protezioni previste. E questa gente ha il diritto di stare ed avere tutele, secondo il diritto internazionale. L'Europa deve fare la sua parte, perche' in ogni caso, ricordo, 4/5 dei profughi sono nel sud del mondo. Ecco perche' siamo contrari alla politica dei respingimenti, che per fortuna non c'e' più: occorre sempre verificare chi ha il diritto all'asilo e chi no".

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permalink | inviato da avion il 19/6/2011 alle 23:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Medici Senza Frontiere, lettera aperta a Silvio Berlusconi

Politica 20/5/2011


Medici Senza Frontiere invia una lettera aperta a tutti i capi di stato dell’Unione Europea, compreso il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla guerra in Libia. Nella lettera l’organizzazione umanitaria critica duramente l’ipocrita e contraddittoria politica europea, che da un lato volta le spalle ai migranti che fuggono dalla Libia e dall’altro compie una vera e propria guerra per difendere i civili.
Ed è proprio in nome della difesa dei civili che Konstantinos Moschochoritis, Direttore Generale di Medici Senza Frontiere, scrive al nostro Presidente del Consiglio:”Lei ha impegnato l’Italia, al fianco di diversi Stati membri dell’Unione Europea, in una guerra contro il regime di Muammar Gheddafi. Questo conflitto ha provocato lo spostamento di più di 750.000 civili, in fuga dalle violenze.”

“Mentre l’Egitto e la Tunisia hanno già accolto oltre 630.000 persone in condizioni difficili, gli stati europei sono attualmente impegnati in una competizione tra egoismi che punta, in pratica a restringere l’accesso al territorio europeo a queste vittime di guerra, in nome della lotta all’immigrazione irregolare; questo cinismo politico è vergognoso.” Parole dure, attraverso le quali Medici Senza Frontiere che si trova in prima linea sia in Libia che in Egitto e in Tunisia, sprona l’Unione Europea a fare di più per questo esodo. Non si capisce perché Egitto e Tunisia, in gravi difficoltà, accolgano in continuazione i civili che fuggono e l’Europa invece chiude la porta.

Nella lettera, Moschochoritis, chiede al “Governo italiano, e a tutti gli stati membri dell’Unione, il rispetto immediato dei diritti di tutti i civili in fuga dal conflitto in Libia, garantendo loro il non respingimento dalle acque internazionali e dal suolo europeo verso una zona di guerra; assicurando condizioni di accoglienza decenti in Europa e l’accesso alle procedure d’asilo per le persone che lo richiedono.”

“Ad oggi, continua Moschochoritis, questi diritti non vengono rispettati e migliaia di persone, vittime della guerra, pagano il prezzo dell’incoerenza della politica degli Stati europei.” Moschochoritis, aggiunge, “diverse centinaia di uomini, donne e bambini che hanno cercato salvezza in Europa, sono già morte in mare a causa del naufragio della propria imbarcazione. Inoltre, “migliaia di persone sono sbarcate in queste settimane sulle coste italiane e le condizioni di accoglienza, come più volte testimoniato e denunciato dalle nostre equipe a Lampedusa, sono risultate inadatte a rispondere ai loro bisogni.”

La lettera aperta continua, richiamando i leader dell’Unione Europea a concretizzare la loro attenzione verso la protezione dei civili in Libia, con un monito: “la sorte delle vittime della guerra e il rispetto dei loro diritti, ricadono responsabilmente su Voi.”

Bagnasco a Lampedusa

Societa' 19/5/2011



Un lungo applauso ha accolto a Lampedusa il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei in visita nell’isola per portare solidarietà e ringraziare la cittadinanza lampedusana. Ad attenderlo in aeroporto i bambini della scuola elementare che così lo hanno salutato:”la sua visita è per noi un grande onore in questo momento di crisi materiale e spirituale.”
Il cardinale, accompagnato da monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e dal cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo e presidente della conferenza episcopale siciliana ha celebrato la messa nella chiesa di S. Gerlando: ”sono venuto a Lampedusa per incrociare il vostro sguardo per dirvi grazie: l’accoglienza semplice e cordiale, fatta di gesti concreti secondo le vostre possibilità, è di esempio a tutti, specialmente a quanti parlano molto e fanno poco.” Un chiaro monito al governo italiano, ma anche all’unione europea che insieme, hanno trascurato quasi totalmente e tardivamente reagito, delegando alle associazioni di volontariato e ai cittadini di Lampedusa l’emergenza dei migranti nell’isola.“ In questo momento ci si deve accorgere e riconoscere che i confini degli Stati sono i confini dell’Europa e che ciò che accade in un punto ha riflessi su tutti. L’Europa ha una grande opportunità di crescita sulla via della vera unità, che è ben più profonda della via dell’unificazione. Essere davanti a situazioni umane gravi, come quella di tante persone che si allontanano dai propri Paesi alla ricerca onesta e rispettosa di un domani migliore per sé e per le proprie famiglie, aggiunge Bagnasco, è un appuntamento al quale la storia chiama l’Europa per misurare se stessa, per verificare le proprie intenzioni, per costruire il suo volto nel mondo. A quanti sono protagonisti di un doloroso esodo, diciamo il nostro saluto fraterno, con l’augurio di una convivenza serena, ordinata e fruttuosa per tutti.”
Più esplicito monsignor Francesco Montenegro:” pensare di bloccare le migrazioni solo con la forza e con misure di polizia è sbagliato. Le navi e gli aerei non risolvono il problema, perché questa gente vuole vivere, e l’Italia e l’Europa dovrebbero fare di più. Una somma di egoismi, aggiunge, non riesce mai diventare ricchezza.”
La visita al centro di accoglienza è stata annullata a causa delle proteste di alcuni migranti che con delle lamette hanno compiuto degli atti autolesionistici; sono circa 200 tunisini che verranno rimpatriati.
In seguito il cardinale Bagnasco ha proseguito la visita all’isola dei Conigli, uno dei punti più belli di Lampedusa, dove i sub della Guardia Costiera hanno posto una corona di fiori alla Madonna in mare a circa 15 m. di profondità, per ricordare tutti quei migranti morti in mare per raggiungere Lampedusa.

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permalink | inviato da avion il 19/5/2011 alle 0:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa